Corri Michela corri
La forza del vento spiegava le ali

Scorreva ignara la vita
Corri Michela corri
Da oscure ombre inseguita
Ordito tranello mortale
Corri Michela corri
Concentra le forze
Raggiungi il traguardo
Corri Michela corri
Potenze mostruose in agguato
Una gara sleale
Nessun nume propizio
Nessun dio al tuo fianco
Corri Michela corri

 Michela Brosio ci ha lasciati il 7 ottobre 2015, colpita da un male incurabile.

 

Charlie Hebdo - Le religioni contro la libertà dell'uomo

La strage  dei giornalisti del Charlie Hebdo  (Parigi, 7 gennaio 2015)  ad opera di fanatici terroristi islamici, induce a una profonda riflessione sul piano antropologico, culturale e filosofico. Non può essere liquidata come azione sporadica di un gruppo di esaltati. Dopo l’assassinio gli autori hanno gridato: Allah è grande, come se avessero vendicato qualcuno,  eseguito un ordine perentorio.

Alcuni commentatori si sono affrettati a classificare l’eccidio come azione di estremisti islamici, lontano dall’Islam moderato, altri hanno invocato una nuova santa moderna crociata dell’Occidente (cristiano) contro il mondo islamico : “organizzare una spedizione dell’Occidente e radere al suolo il nascente Stato Islamico” (G. Ferrara a Servizio Pubblico). Gli autori dell’omicidio plurimo hanno applicato, alla lettera, i dettami del Corano sugli infedeli: “prendeteli alle spalle e uccideteli tutti” (Sura IV, 89). Per il Corano tutti i non credenti meritano la morte, figuriamoci  i vignettisti che,  oltre ad essere infedeli  osano irridere e “offendere” Maometto. Ma chi sono gli infedeli secondo il Corano? Sono i miscredenti, sono gli apostati, “chiunque cerca una religione diversa dalla dedizione integrale”, cioè  l’islam (Sura III, 85). Chiunque abbia un pensiero differente rientra nella categoria dei miscredenti. “Coloro sono maledetti da Dio” (Sura IV,52). E non c’è speranza per il miscredente. “Anche se il miscredente morto in stato di miscredenza offrisse per salvarsi tanto oro da riempire la terra, la sua offerta non verrebbe accettata: a lui un supplizio atroce, senza che alcuno possa soccorrerlo” (Sura III,91). Il supplizio viene spiegato  nella Sura IV,56: “coloro che hanno negato la fede ai nostri segni li arrostiremo ….” Siamo in presenza di un integralismo pauroso, scritto, documentato, senza alcun dubbio di interpretazione. Le cosiddette sacre scritture grondano di istigazioni alla violenza, all’omicidio  degli altri, dei diversi. Le religioni monoteiste, principalmente Cristianesimo e Islam, costituiscono la più grande minaccia alla libertà dell’uomo, alla sua libera espressione del pensiero. Nella Bibbia cristiana sono contemplate condanne a morte  per  adulterio (Lv 20,10), per bestemmia (Lv 24, 15-16), per chi lavora il sabato (Es 31, 14-15), per omosessualità (Lv 20,13), per il figlio ribelle (Dr 21, 18-19-20-21)  La Chiesa Cattolica ha bruciato sul rogo centinaia di migliaia di “eretici” applicando la  massima di Tommaso D’Aquino:  “per quanto riguarda gli eretici… vengano allontanati da questo mondo con la pena di morte (Summa Theologica). Cambiano i periodi storici, restano   identici i comportamenti.

Ipazia,  matematica, astronoma e filosofa fu la prima vittima del fanatismo religioso.  Fu fatta a pezzi con i cocci e poi bruciata  da un gruppo di esagitati cristiani, fomentati dal vescovo Cirillo, ad Alessandria d’Egitto nel marzo del 415, poi fatto santo.

I primi quattro capi di imputazione della condanna a morte di Giordano Bruno sono  “reati di opinione”: 1) avere opinioni contrarie alla fede cattolica, 2) avere opinioni eretiche sulla trinità….3) avere opinioni eretiche su cristo, 4) avere opinioni eretiche sull’eucarestia. Per il sol fatto di avere avuto opinioni diverse dalla Chiesa Cattolica, Giordano Bruno venne bruciato vivo il 17 febbraio del 1600 a Piazza dei Fiori. Prima di Bruno un altro giovane filosofo venne immerso nella pece bollente e poi bruciato Non penso possano bastare le scuse o il perdono di Giovanni Paolo II, pronunciate dopo quattro secoli. Attualmente ci sono degli stati in cui viene applicata la pena di morte per apostasia, omosessualità e bestemmia (Algeria, Afghanistan, Pakistan, Sumatra).

La Chiesa Cattolica ha ucciso gli “eretici”  fino al XVIII secolo, alcuni stati dell’Islam o  gruppi fanatici islamici uccidono gli infedeli in epoca moderna. La religione islamica è nata  sei secoli dopo quella cristiana, deve dunque recuperare il numero delle atrocità.  In questi giorni, in Italia, lo scrittore Erri De Luca è stato rinviato a giudizio per il reato di “istigazione al sabotaggio”, avendo pronunciato in un’intervista le parole: “La Tav va sabotata. Le cesoie sono utili perché servono a tagliare le reti”. Il reato prevede una pena da 6 mesi a quattro anni di reclusione. Nelle cosiddette società civili si condanna una manifestazione di pensiero   contro un’opera inutile e dannosa, mentre  si tollera, si giustifica, si venera una scrittura che inneggia all’uccisione di persone. Il Corano, secondo l’Islam, “è stato scritto direttamente da Maometto”,  la Bibbia,  “è stata ispirata da Dio” (Timoteo 3,14-16).

Il filosofo Umberto Galimberti  parla di un’alleanza delle religioni contro l’autonomia dell’uomo, contro la libertà di autogovernarsi.

Il pericolo maggiore  della religione viene dalla sua intolleranza, dal suo assolutismo che, nei casi più gravi,  diventa legge dello stato (stati confessionali)  portando alla morte la libertà dell’uomo,

anche se è stato l’uomo stesso  a costruire tale mostruosità ideologica. Anche Platone riteneva che bisognava condannare a morte quelli che non credevano nella religione (Le leggi).

 Nella laicità  degli stati la persona  può sentirsi tranquilla di esprimere il suo pensiero, la sua religione, il suo ateismo, la sua diversità, senza avvertire il pericolo della repressione o dell’eliminazione fisica. Questa garanzia è sancita dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU  (1948)   e dalla dichiarazione dei diritti dell’Uomo del 1979 di Parigi:  La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo: tutti i cittadini possono dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge ( art. 11).

Le condanne a morte  contenute nelle “sacre scritture”   sono incompatibili con le dichiarazioni dei diritti umani; andrebbero classificate  come Apologia di Reato ed Istigazione a Delinquere in un prossimo, auspicabile, pronunciamento dell’ONU.

Un giorno i nostri antenati, per paura  dell’ignoto, timore della morte ed incapacità di vivere nel rispetto delle diversità ideologiche,  offrirono la loro libertà di pensiero in cambio di un’ipotetica protezione religiosa, che comportò il disarmo della ragione e la  genuflessione  al potere di una divinità,  scrivendo delle norme liberticide, contro se stessi, osannate e dopo 2000 anni ancora venerate.

Il "miracolo dell'ostia" a Oppido Mamertina. 

Domenica 27 novembre 2011, il Quotidiano della Calabria pubblicava, in prima pagina, una notizia dal titolo: “Un grumo color sangue in un’ostia in cattedrale”, dal sottotitolo: “A Oppido Mamertina si pensa al miracolo”. All’interno veniva dedicata un’intera pagina all’avvenimento, con un’editoriale di M. Albanese, in cui poneva l’amletica domanda: “cosa poteva essere quel materiale creatosi dal pezzo d’ostia che assomigliava a macchie di sangue”?

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Chi ha paura dei Dico

Il ddl sui Dico (diritti dei conviventi), proposto dalle ministre: Bindi e Pollastrini, non toglie nulla alla famiglia tradizionale, alla sua istituzione, garantita dalla costituzione, art. 29. Estende semplicemente i diritti alle coppie di fatto, anche omosessuali, escludendo le problematiche dell’adozione. Perché dunque tanto allarmismo, fino ad organizzare il family day, come se pendesse la spada di Damocle sulla famiglia? Una mobilitazione così forte da parte della Chiesa Cattolica non si era vista nemmeno ai tempi del divorzio e dell’aborto. I vescovi sono sul piede di guerra e respingono categoricamente, senza un minimo tentativo di dialogo, il disegno legislativo.

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Il diavolo non esiste e nemmeno l'inferno - Ai Bambini del Futuro -

   
Prendiamo per buona l’affermazione di Papa Benedetto XVI : “il diavolo esiste ed anche l’inferno”. Ad uno scienziato qualsiasi, di fronte ad un’affermazione del genere, si chiederebbe immediatamente di esibire le prove. In caso contrario finirebbe nel discredito totale del mondo scientifico.

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L’amore divino e la libertà dell’uomo

Nell’apparente amore divino verso gli uomini, evocato dalle sacre scritture ed esaltato con determinazione nell’Enciclica di Benedetto XVI, vorrei evidenziare un altro aspetto più subdolo, per non dire di disprezzo, nei confronti dell’essere umano. All’uomo non viene riconosciuta la capacità autonoma di amare, attraverso le sue facoltà biologiche e spirituali. Tale facoltà viene concessa solo nella misura in cui si innalza e si congiunge a Dio, per il resto può solo esprimere Eros fine a se stesso o mercificazione dell’amore.

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Salviamo Sakineh dalla lapidazione                              

                                                                                                                                                                      Accusata di adulterio e di un presunto omicidio Sakineh rischia la lapidazione,  momentaneamente sospesa per la mobilitazione internazionale. La pena di morte è prevista dalla Sharia (legge islamica) per 4 casi: Apostasia, Omicidio di un musulmano, Adulterio, Bestemmia contro Allah, ma anche in casi di omosessualità. Tanta crudeltà si può trovare nelle “sacre scritture”, emanazione dell’amore divino, ma anche in tanti stati moderni civilizzati, compresi gli Stati Uniti d’America.

 

Il Crocifisso nelle aule tra ipocrisia e storia

Nelle aule dove insegno da oltre trent’anni non ci sono mai stati crocifissi, eppure il lavoro è stato svolto regolarmente, la didattica non ha subito rallentamenti. Posso affermare con tutta tranquillità che non abbiano sentito la mancanza.  Solo l’anno scorso, qualche studente spiritoso, conoscendo le mie idee, ha piazzato alle mie spalle un crocifisso particolare, da esposizione, con labbra vermiglie e dall’espressione non molto sofferente. Ancora è lì, nell’indifferenza di tutti; nessuno l’ha rimosso.

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Il mistero di Dio

Dio Horo dell'antico Egitto
L’uomo è più vecchio di Dio, molto più vecchio, oltre cento volte più vecchio. Tutte le divinità e i loro adepti devono rispetto all’uomo, tanto rispetto al padre che li ha generati.
La discussione intorno alla figura di Dio andrebbe avviata, a mio avviso, iniziando dai suoi dati anagrafici: luogo e data di nascita, come del resto si fa con qualsiasi personaggio storico, importante o meno che sia, per inquadrarlo correttamente nell’ambiente sociale, storico ed economico. Dio nasce nella mente degli uomini preistorici circa 50 mila anni fa (volendo essere espansivi con il mondo religioso) nel paleolitico superiore, come idea allo stato embrionale, come senso di stupore, paura e manifestazione di atteggiamenti misteriosi nei confronti della morte. I nostri antenati, con l’inizio dell’inumazione nelle tombe, depositavano in esse, quale corredo del defunto, una serie di oggetti: monili, denti di animali, conchiglie, palline di ocra, arnesi da caccia, immaginando la continuità della vita in un misterioso aldilà.

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Lucrezio e la religione

Lucrezio inizia la riflessione sulla religione con un elogio al suo maestro Epicuro (L1, v 62).
“Mentre agli occhi di tutti, l’umanità trascinava sulla terra un’esistenza abbietta, schiacciata sotto il peso di una religione il cui volto, mostrandosi dall’alto delle regioni celesti, minacciava i mortali col suo aspetto, per primo un greco, un essere umano!, osò levare i suoi occhi mortali contro di lei e opporlesi. … Ha percorso tutta l’immensità dello spirito e del pensiero, per poi ritornare vittorioso e insegnarci quel che può nascere, quel che non può, infine le leggi che determinano il potere di ciascuna cosa secondo limiti invalicabili.

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La lapidazione di Aisha Ibrahim - Chisimaio, Somalia: 27.10.2008

E’ stata lapidata la ragazza somala di 23 anni, accusata di adulterio, ma secondo Amnesty International la giovane aveva solo 13 anni.
Il tribunale islamico ha applicato rigorosamente il codice penale che prevede “per la lapidazione, pietre non troppo grosse da uccidere il condannato al primo o secondo colpo, né tanto piccole da provocare una lunga agonia”.

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Il ricordo di Hina

Volevi uscire dal buio, Hina
Ma i custodi della fede ti hanno spento le luci
Volevi aprire le porte, Hina
Ma i custodi della fede han serrato gli infissi
Volevi volare, Hina
nel cielo libero dei tuoi sogni
Ma i custodi della fede ti han reciso le ali
Volevi gridare, Hina

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Se questa è una donna 

La religione è la principale fonte di oppressione delle donne;

  • In alcuni paesi islamici una mucca può camminare con la testa scoperta, la donna no.
  • Il richiamo all’uso del velo nasce dalle “sacre scritture”
  • “Se dunque una donna non vuole mettersi il velo, si tagli anche i capelli. Ma se è vergogna tagliarsi i capelli, allora si copra" (La B. NT, S. Paolo 1^ let. Ai Corinzi)
  • “E dì alle credenti di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro vezzi.. ” (Il Corano, S. Le Donne XXIV, 31)

Il battesimo? No grazie! Ne riparleremo a 18 anni. (Pensieri di un neonato)

 

       La libertà religosa incomincia proprio male, viene imposta nella totale incoscienza.

      Ognuno è libero   di professare o non professare una religione. Non ha nessun diritto di imporla agli 

       altri, nemmeno ai propri figli, così come non si impongono le ideologie politiche.

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