Il battesimo? No grazie! Ne riparleremo a 18 anni. (Pensieri di un neonato)

 

       La libertà religosa incomincia proprio male, viene imposta nella totale incoscienza.

      Ognuno è libero   di professare o non professare una religione. Non ha nessun diritto di imporla agli 

       altri, nemmeno ai propri figli, così come non si impongono le ideologie politiche.

Sono stato battezzato all'età di 49 giorni, così come avviene per la stragrande maggioranza delle persone. A quell'età di totale incoscienza i neonati vengono iscritti nel registro delle fedi religiose, allo stesso modo in cui vengono immatricolate le auto al P.R.A. La scelta viene fatta dai genitori per conto dei figli, per il "loro bene", si dirà. Anche l'infibulazione viene praticata sulle bambine, nella convinzione dei genitori di fare del bene. Io mi permetto di contestare questa scelta, ritenendola una vera imposizione, un atto di prevaricazione. In un campo così delicato, delle scelte politiche e religiose, solo la persona interessata, e nessun' altra al suo posto, nella pienezza delle sue facoltà mentali, dovrà decidere il percorso della sua vita. Bisognerebbe avere il coraggio di differire a 18 anni (età in cui si acquisiscono i diritti civili e politici, nel nostro paese) il rito della iniziazione a qualsiasi fede religiosa, nel rispetto della libertà e piena coscienza della persona. A 55 anni ho deciso di sbattezzarmi, pienamente convinto delle mie idee, per affermare il sacrosanto diritto delle scelte consapevoli e tentare di modificare, nel futuro, quelle "tradizioni" che ledono la libertà e il rispetto della persona. Aspetto un tuo commento, grazie.